L’Università di Pavia si conferma città dell’accoglienza: nuovi corridoi universitari per gli studenti di Gaza

L’Università di Pavia si conferma luogo dell’accoglienza: nuovi corridoi universitari per gli studenti di Gaza

L’impegno dell’università di Pavia sul fronte della solidarietà internazionale si rafforza ulteriormente.

Martedì 12 maggio, l’Ateneo ha dato il benvenuto a due nuovi studenti provenienti dalla Striscia di Gaza, un territorio profondamente segnato dal conflitto in corso che ha devastato il tessuto civile e il sistema accademico locale.

I due giovani, sono già stati inseriti nei collegi pubblici cittadini e hanno iniziato il loro percorso in corsi di laurea magistrale in lingua inglese: uno in ambito economico e l’altra in ingegneria industriale e dell’automazione.

Il Progetto IUPALS e la rete di supporto

L’accoglienza rientra nel quadro del progetto IUPALS, l’iniziativa promossa dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) per garantire protezione e continuità formativa agli universitari palestinesi. Con questo nuovo arrivo, il numero di studenti accolti a Pavia attraverso tale corridoio umanitario sale a otto (su un totale di dieci arrivi complessivi negli ultimi mesi).

“Crediamo moltissimo in questa iniziativa,” ha dichiarato il Rettore Alessandro Reali. “Nonostante i numeri possano apparire contenuti, il valore simbolico e umano è immenso: abbiamo restituito una speranza concreta a queste persone.”

Il Rettore ha inoltre espresso profonda gratitudine verso l’area internazionale dell’Ateneo, il centro Globec e i collegi universitari.

Una solidarietà tra istituzioni e privati

Il supporto agli studenti non si limita alla didattica, ma comprende un sistema strutturato di borse di studio sostenuto anche dalla filantropia privata. In particolare:

  • Contributi privati: Una coppia lombarda ha donato 25.000 euro per finanziare due borse di studio specifiche.

  • Sostegno abitativo: La collaborazione con EDiSU ha garantito una sistemazione immediata presso i collegi universitari.

L’operazione pavese si inserisce in un più ampio sforzo nazionale che, proprio in questi giorni, ha permesso a 72 universitari palestinesi di atterrare in sicurezza in Italia tra Roma e Milano, sottraendoli a un contesto dove scuole e università sono state quasi totalmente rase al suolo.


Per la comunità del Master in Cooperation and Development, queste iniziative rappresentano non solo un atto di solidarietà, ma un esempio tangibile di come la cooperazione accademica possa diventare uno strumento di pace e ricostruzione del capitale umano.